Cari amici,
in queste settimane la scienza ha continuato a sorprenderci con scenari che sembrano usciti da racconti di fantascienza – eppure sono ben ancorati alla realtà. Dalle piante “zombie” che tornano a vivere e forse ci aiuteranno ad affrontare il cambiamento climatico, ai primi “nativi” dell’intelligenza artificiale quantistica, stiamo attraversando un’epoca in cui vita quotidiana, tecnologia e conoscenza scientifica si intrecciano con nuove sfide e nuove possibilità.
Nel frattempo, la fisica alza l’asticella e punta già al prossimo decennio: si progetta il più grande acceleratore di particelle mai costruito, pronto a farci compiere un altro passo verso la comprensione dell’universo. E se il superamento del muro del suono ci sembra ormai un traguardo del passato, oggi la NASA rievoca quella lontana conquista con una immediatezza spettacolare mai vista prima.
In tutto questo fermento, cresce la necessità – e il piacere – di raccontare la scienza. A cosa serve la divulgazione scientifica? Forse proprio a questo: a non perdere il filo in una realtà che accelera, a coltivare stupore e spirito critico. Anche quando la vita ci appare un po’ sghemba… o forse per questo.
Alla prossima,
Piero




