Una nuova ricerca pubblicata su Nature ridimensiona le aspettative sulle tecniche di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica nel sottosuolo. Secondo gli autori, la capacità “prudente” di immagazzinamento globale è pari a circa 1.460 miliardi di tonnellate.
Si tratta di una quantità significativa, in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni, ma non sufficiente a compensare l’attuale ritmo di utilizzo dei combustibili fossili. Gli scienziati sottolineano quindi l’urgenza di interventi rapidi per ridurre il consumo di carbone, petrolio e gas, affiancando lo stoccaggio a una strategia più ampia di transizione energetica.






