Gentilissimi Lettori,
il Ministero dell’Istruzione ha tratto da un mio vecchio libretto la traccia di uno dei temi proposti ai 500 mila studenti che stanno affrontando l’esame di maturità 2026.
Essere affiancato ad autori come Cesare Pavese, Giuseppe Saragat e colleghi come Mario Calabresi (sua la traccia più scelta) è un onore inatteso e immeritato. Ma ciò che mi riempie di soddisfazione è aver portato la scienza e la divulgazione direttamente sui banchi dell’Esame di Stato.
La scienza non è un “genio solitario”
La traccia che mi ha visto protagonista (tipologia B, traccia B2) è tratta da “Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire”, che scrissi nel 2006 su richiesta dell’editore Zanichelli. Il testo invita i maturandi a riflettere sul ruolo della “creatività scientifica”, quella forza fondamentale che è alla base di tante scoperte rivoluzionarie, portando l’attenzione su esempi cardine come la teoria della relatività di Einstein e la Tavola periodica degli elementi di Mendeleev.
Come hanno evidenziato in questi giorni molti quotidiani nazionali, dal Corriere della Sera a La Repubblica, da Avvenire a Quotidiano Nazionale, il cuore del testo proposto ai ragazzi verteva sul superamento del mito dello scienziato isolato. Oggi la ricerca è un lavoro di squadra, uno sforzo collettivo globale.
I dati ministeriali dicono che il 6,5% dei maturandi ha scelto la mia traccia. È un numero che ritengo significativo: decine di migliaia di ragazzi hanno deciso di mettersi alla prova riflettendo su cosa significhi fare ricerca oggi. E a proposito di attualità, come ho avuto modo di commentare sulle pagine di Avvenire, oggi parliamo tanto di intelligenza artificiale: ma ricordiamoci sempre che i modelli linguistici dei chatbot non possiedono una creatività autentica. La scienza, quella vera, non consiste solo nel trovare le risposte, ma soprattutto nella capacità prettamente umana di porre nuove domande.
Ringrazio la Rai, TG Leonardo di Rai3, i giornali su carta e le molte testate online (da Il Giorno a Rai News, fino ai portali scolastici) per aver dedicato spazio a questa scelta ministeriale, definendo la divulgazione una vera e propria “missione civile”.
Il dibattito continua: al via il Forum Icsem: Il giorno dopo gli esami
L’Esame di Maturità non è solo un rito di passaggio per i nostri giovani, ma uno specchio in cui l’intera società può e deve riflettersi. Le scelte dei ragazzi, i loro scritti, le loro paure (la fatica, i confini, il futuro) ci dicono molto di più su chi siamo di tanti sondaggi.
Per questo motivo, non voglio che questa riflessione si esaurisca con la consegna dei compiti. Sono felice di annunciare a tutti voi lettori la partenza ufficiale, con il supporto logistico di ICSEM, del Forum Icsem sugli Esami di Maturità 2026.
Sarà uno spazio aperto di dibattito, approfondimento e confronto. Parleremo delle tracce, di come sta cambiando la scuola, delle aspettative delle nuove generazioni e, naturalmente, di come la cultura scientifica debba trovare sempre più spazio nel bagaglio formativo dei cittadini di domani.
Vi aspetto nel Forum per leggere le vostre opinioni e costruire insieme, come ci insegna la scienza, una conoscenza condivisa.
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