Un recente articolo pubblicato su Nature lancia l’allarme: l’intelligenza artificiale, pur essendo uno strumento potente, potrebbe contribuire all’aumento di articoli scientifici biomedici di scarsa qualità. L’uso massiccio di modelli AI per generare, analizzare o “scrivere” studi sembra favorire la diffusione di ricerche superficiali, poco verificate e talvolta ridondanti.
Una crescita quantitativa che rischia di compromettere la solidità e l’affidabilità della letteratura scientifica.
Fonte: nature.com






