Il rivoluzionario disegno ottico Flyeye ricorda l’occhio composto di una mosca: utilizza telecamere e ottiche multiple, suddividendo una sezione del cielo in 16 immagini più piccole, per espandere il campo visivo del telescopio. Sarà il primo di una rete di quattro telescopi sparsi nel mondo, che insieme avranno la capacità di eseguire sondaggi notturni dell’intero cielo, cercando automaticamente oggetti vicini alla Terra o Neo (Near-Earth Objects) – rocce spaziali potenzialmente pericolose che potrebbero colpire il nostro pianeta.

Con questo accordo, l’Asi diventa responsabile per lo sviluppo dell’infrastruttura generale per il sito – incluse le vie di accesso e l’elettricità, acqua e collegamenti dati – mentre Esa fornirà il telescopio stesso e preparerà l’edificio, inclusi la cupola e le strutture associate. All’inizio del 2016 l’Esa ha assegnato un contratto per lo sviluppo del telescopio Flyeye a un consorzio guidato da Ohb Italia di Milano, con la partecipazione di industrie di 7 nazioni europee.
Purtroppo questo rimarrà l’ultimo buon servizio reso da Roberto Battiston in qualità di presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana prima della sua destituzione ad opera del governo Di Maio-Salvini-Conte. Gli subentrerà un oscuro generale in pensione, gradito alla Lega.





