“Nuova” costante gravitazionale

L’esperimento si chiama “Magia”. Ce lo presenta la prestigiosa rivista “Nature” del 19 giugno 2014, quindi niente di paranormale. Ma molto di eccezionale.

I fisici dell’INFN (Istituto nazionale di fisica nucleare) e del LENS (Laboratorio europeo di spettroscopia non lineare) sono riusciti a misurare con grande precisione la costante gravitazionale di Newton G con una tecnica basata sugli effetti quantistici che si verificano a temperature vicine allo zero assoluto. Una massa di mezza tonnellata di tungsteno ha esercitato il proprio campo gravitazionale su una nuvola di atomi di rubidio lasciata cadere nel vuoto dopo essere stata raffreddata quasi allo zero assoluto con un laser che ha rallentato le velocità relative degli atomi di rubidio (indice della loro temperatura) da alcuni km al secondo qual è nell’ambiente a pochi millimetri.

Il metodo è radicalmente nuovo ed è interessante perché per la prima volta ha permesso di verificare la legge di Newton su piccolissime distanze. Con i metodi precedenti non si andava a distanze sotto 0,2 millimetri, qui siamo arrivati alla scala atomica. La prima misura di G risale a Cavendish, che nel 1798 usò allo scopo la bilancia di torsione. Un’altra tecnica si basa sull’oscillazione del pendolo. Da allora 300 esperimenti hanno misurato G, che tuttavia rimane una costante nota con una approssimazione ancora insoddisfacente.

E’ curioso ricordare che l’esperimento INFN-LENS è stato eseguito a Firenze a 450 anni dalla nascita di Galileo Galilei, primo scienziato a studiare e interpretare correttamente la caduta dei gravi.

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