Il sistema immunitario è un capolavoro dell’evoluzione. Ogni giorno ci difende da migliaia di virus, batteri e altri microrganismi che cercano di penetrare nel nostro corpo. Senza le sue complesse strategie di difesa, la vita stessa non sarebbe possibile.
Come si legge nella pagina ufficiale dedicata al Premio di quest’anno (NobelPrize.org), una delle meraviglie del sistema immunitario è la sua capacità di riconoscere ciò che è estraneo e distinguere ciò che appartiene all’organismo.
I microbi che ci minacciano non indossano “uniformi”: ognuno ha un aspetto diverso e molti hanno persino imparato a mimetizzarsi assumendo caratteristiche simili alle cellule umane.
Come fa, allora, il sistema immunitario a sapere chi attaccare e chi proteggere? E soprattutto, perché non ci attacca continuamente dall’interno?
A queste domande hanno risposto Mary E. Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi, vincitori del Premio Nobel per la Medicina 2025, rivelando i meccanismi che impediscono al sistema immunitario di distruggere il corpo che dovrebbe difendere. Le loro ricerche hanno mostrato come, accanto alla risposta aggressiva contro i patogeni, esista un sistema di controllo e tolleranza, capace di mantenere l’equilibrio vitale tra difesa e autodistruzione.







