Il Premio Nobel per la Fisica 2025 è stato assegnato a John Clarke, Michel Devoret e John Martinis per aver dimostrato che i fenomeni quantistici possono essere osservati non solo nelle particelle individuali, ma anche su scala macroscopica, all’interno di circuiti elettrici realizzati con materiali superconduttori.
Negli anni Ottanta, i tre scienziati hanno condotto esperimenti che hanno confermato due proprietà fondamentali di questi circuiti: la tunnelizzazione quantistica macroscopica e la quantizzazione dei livelli di energia. Le loro ricerche si sono basate su idee teoriche sviluppate in precedenza dal fisico Anthony Leggett (Premio Nobel nel 2003) e hanno utilizzato giunzioni Josephson, ovvero anelli superconduttori interrotti da un sottile strato di materiale isolante.
I risultati di questi esperimenti hanno posto le basi per la tecnologia dei qubit superconduttori, oggi impiegata nei computer quantistici.
La struttura di questi qubit — basata su circuiti superconduttori che manifestano stati energetici quantizzati — deriva direttamente dai principi dimostrati da Clarke, Devoret e Martinis.






