Zoologia fantastica

Descrizione di una nuova specie
SCHIFANUS subridens

Le nozioni su questo animale sono ancora vaghe e dipendono quasi esclusivamente da semplici osservazioni etologiche, in quanto nessuno zoologo finora ha avuto la possibilità di esaminarne da vicino un esemplare e tanto meno di compierne la dissezione anatomica. Si spiega così la grande incertezza che circonda persino i dati sistematici essenziali per la classificazione. Molti studiosi, basandosi su taluni comportamenti e sull’aspetto, ritengono si tratti di un anuro, altri sospettano che sia un mammifero, sia pure primitivo, come l’echidna. Ma l’impressione prevalente è che in questa specie l’evoluzione darwiniana abbia assemblato i più vari meccanismi biologici riassumendo, sostanzialmente, un intero “bestiario” in una sola bestia.

Si può dire con certezza soltanto che lo Schifanus subridens ha abitudini crepuscolari, comparendo sovente sullo sfondo dei tg delle 20-21. In passato ebbe più vistose esposizioni. Dopo un periodo di rabbiosa aggressività, l’esemplare sotto esame è diventato mansueto e quasi di aspetto domestico in seguito all’acquisizione di una tana comoda e altamente confortevole.

Il suo comportamento è stato (e probabilmente è ancora) fortemente gregario, e anzi incondizionatamente servile nei confronti dell’animale alfa, che peraltro appartiene ad altra specie. Questa sconcertante anomalia etologica fa discutere la comunità scientifica, che appare ancora lontana da una spiegazione convincente e accettata dalla maggioranza degli studiosi.

Un discreto seguito ha la tesi dell’etologo austriaco Konrad Lorenz jr., secondo il quale lo Schifanus subridens tiene tale atteggiamento verso l’alfa in quanto in realtà la sua natura parassitaria lo rende da esso totalmente dipendente. Secondo l’eminente scienziato, infatti, è lecito ipotizzare che lo Schifanus, fatte le dovute proporzioni, si riproduca in modo non dissimile dal Dicrocoelium dendriticum, nematode da considerarsi un vero specialista nell’arte della sopravvivenza dell’adattamento: basti ricordare che allo stadio adulto il Dicrocoelium, pur misurando poco più di 5 millimetri, è in grado di provocare devastanti infestazioni epatiche in bovini, cervidi e altri ungulati portatori di corna deponendo nel loro fegato fino a tremila uova, le quali a loro volta schiudono larve che entro 24 ore devono trovare un nuovo ospite intermedio per portare a termine il ciclo riproduttivo. Quest’ultimo passerebbe per tre fasi: ermafrodita, sessuata e transessuale, ma c’è chi ipotizza anche fasi di gemmazione e il rilascio di spore. Nel caso dello Schifanus, a quanto pare le larve prosperano negli enormi escrementi dell’animale alfa, e di qui muovono alla conquista di altri canali televisivi.

Benché di natura pavida, lo Schifanus subridens manifestava un tempo grande iattanza nel provocare altre creature che a torto o a ragione ritiene essere potenziali nemici dell’animale alfa di riferimento. Di solito però non assale se non è spalleggiato da altre specie non meno gregarie, come il l’Haliphanus servilis, il Giulianus ferratus, il Bondus enrici, il Pionatus cotidianus, il Gasparrus inconsapevolis, il Larussus latrans, il Foedus catodicus o, ultimamente, il Sallustius galerae. In tal caso la dentatura, di solito usata solo per esporre il falso sorriso che lo caratterizza, può rivelarsi alquanto pericolosa in quanto attraverso una vescicola nascosta rilascia un potentissimo veleno, letale già nella misura di una parte su 10 alla nona.

(2004, rivisitato)

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