La scuola non è uguale per tutti, come vorrebbe la Costituzione. Con la prima prova scritta, il 18 giugno iniziano gli esami di maturità. Come ogni anno, sarà un passaggio importante per il percorso formativo di oltre mezzo milione di studenti e per il sistema educativo. Per questo è importante analizzare i divari di origine territoriale, familiare e sociale con i quali si arriva alla maturità. Se ne occupa una indagine di OpenPolis. Ecco i dati, in parte sovrapponibili a quelli diffusi pochi giorni fa dalla Fondazione Agnelli e prima ancora dall’Invalsi, l’istituto nazionale per la valutazione.
Emerge chiaramente che il divario Nord-Sud inizia ben prima della quinta superiore. Molte lacune sono già visibili alla fine delle scuole delle medie, cioè prima della scelta dell’indirizzo delle superiori. È una povertà educativa che potremmo definire strutturale.

Quest’anno sono 524.415 gli studenti chiamati alle prove di maturità. Nel 2024, alla fine dello scorso anno scolastico, le prove Invalsi hanno segnalato gap piuttosto marcati tra gli studenti di quinta superiore, in ragione del background sociale, economico, culturale e territoriale: 206 è il punteggio in italiano in V superiore per gli studenti con famiglie economicamente e socialmente avvantaggiate. Quasi 30 punti in più di quelli più svantaggiati (176,3). Appianare questo tipo di divari deve essere uno degli obiettivi fondamentali per il nostro sistema scolastico.
I processi di dispersione, peraltro, rendono lo stesso dato sugli studenti che arrivano alla maturità non pienamente indicativo della condizione educativa di tutti i 18enni e i 19enni che vivono in Italia. Infatti, dispersione scolastica e abbandono precoce fanno sì che ancora troppe ragazze e ragazzi non arrivino a questo traguardo. Oltretutto, anche per chi arriva alla maturità, i divari visibili in quinta superiore hanno spesso le proprie radici nel contesto familiare e sociale di origine e nel percorso educativo precedente. Una tendenza spesso ben visibile già alla fine delle medie, prima della scelta dell’indirizzo.
“La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.” Costituzione italiana, art. 34






