Gli alieni abitano nel forno a microonde

Neanche questo elettrodomestico è sterile. Un team di ricercatori ha scoperto che molti batteri resistono alle radiazioni. Ciò rende più credibile che la vita sia arrivata sulla Terra dallo spazio. Un libro rivela l’ubiquità e l’importanza dei microbi per la nostra salute.

Se siete interessati agli alieni, non cercateli lontano. Li avete in casa, nel forno a microonde. La rivista “Frontiers in Microbiology” pubblica un articolo che fa crollare il mito della sterilità di questi elettrodomestici così cari ai “single” frettolosi.

Un team di ricercatori dell’Università di Valencia (Spagna) guidato da Manuel Porcar e Alix Soliman ha scoperto che, nonostante funzionino con potenti fasci di onde elettromagnetiche che scaldano i cibi a 100 °C facendo vibrare le molecole di acqua, i forni a microonde sono popolati da batteri che sopportano allegramente questo brutale trattamento. Anzi, prosperano in comunità specifiche di ogni forno.

Settecento specie diverse

I ricercatori hanno raccolto tamponi di 30 forni a microonde usati in abitazioni, mense e laboratori. Coltivandoli, hanno ottenuto 101 ceppi di microorganismi che rappresentano 747 specie diverse di batteri. Molti erano ceppi che si trovano normalmente sulla pelle umana, e alcuni sono noti per causare malattie trasmesse dagli alimenti. Ogni forno seleziona il proprio microbiota. Ad esempio, i microonde utilizzati nei laboratori avevano i batteri più diversi, termofili e estremofili in grado di sopportare condizioni severissime. “La nostra ipotesi – dice Manuel Porcar – è che le microonde selezionino, dal mix di batteri presenti nell’aria e sulle superfici interne del forno e delle stoviglie, quelli capaci di resistere alle radiazioni”.

Fecondati dai meteoriti?

Ovviamente gli autori della ricerca non lo dicono, né a loro interessa, ma cadrebbe così un argomento contro l’ipotesi che la vita sia arrivata sulla Terra tramite microrganismi alieni portati da comete e meteoriti: le radiazioni cosmiche, infatti, non renderebbero totalmente sterile lo spazio interplanetario. La teoria dell’esogenesi della vita, o panspermia, è antica, risale al quinto secolo avanti Cristo e al filosofo greco Anassagora. A favore nell’Ottocento si espressero Lord Kelvin e Hermann von Helmholtz. Nel 1908 la riprese il chimico svedese Svante Arrhennius, premiato con il Nobel nel 1905. In tempi recenti hanno sostenuto la panspermia il celebre fisico Fred Hoyle e il premio Nobel Francis Crick, scopritore, con Watson, della struttura a doppia elica del DNA.

Ubiquità del mondo invisibile

Non si stupirà del microbiota nel microonde chi leggerà il libro “I microbi salveranno il mondo?” di Duccio Cavalieri, professore di microbiologia all’Università di Firenze, Rino Rappuoli, celebre inventore di vaccini e direttore del Biotecnopolo di Siena, e Lisa Vozza, divulgatrice scientifica (il Mulino, 248 pagine, 17 euro). Argomento centrale di queste pagine è l’ubiquità di batteri e virus, nonché la loro fondamentale importanza per la conservazione della vita sulla Terra: oggi sappiamo che, se scomparissero, in pochi mesi il nostro pianeta diventerebbe un deserto.

Pochi cattivi, molti buoni

Molti dati sono sorprendenti. È noto che pane, birra, formaggi, vino, aceto sono biotecnologie mediate da lieviti e batteri, e dunque esistono microorganismi “buoni”. Ma nessuno immagina che le specie patogene o dannose siano soltanto 1400 a fronte di un milione di miliardi di specie inoffensive o utili. Di questo universo invisibile sappiamo ancora pochissimo. Solo nel 1977 il biologo americano Carl Woese ha scoperto il dominio degli Archaea rivoluzionando la classificazione dei viventi: dall’ultimo antenato comune si dipartono tre grandi domini filogenetici, appunto gli Archaea, i Batteri e gli Eucarioti dai quali discendiamo.

Siamo simbiosi che camminano

Ci sono batteri nel più profondo sottosuolo, nei ghiacci antartici, nelle sorgenti termali, in acque acide e saline. Ogni pianta e animale ospita il suo microbiota, e si tratta di un numero di cellule più o meno pari a quelle dell’organismo ospite. Una persona umana, per esempio, è abitata da circa sessantamila miliardi di microbi, quante sono le sue cellule: siamo delle simbiosi che camminano, è difficile dire se siamo noi al servizio del microbiota o viceversa. L’ambiente gastrointestinale è colonizzato da circa un chilogrammo di microrganismi appartenenti a migliaia di specie diverse. Poiché gli scambi di DNA tra batteri è frequente, questa popolazione è in continuo cambiamento. Il metagenoma costituito dal DNA batterico è milioni di volte più grande di quello individuale, agisce sul nostro metabolismo, sul nostro sistema immunitario e, per via epigenetica, sul nostro stesso genoma. Tutta la vita, del resto, si è evoluta in dialettica con il micromondo: non per niente gli Archaea sono la forma di vita più antica.

Equilibrio vacillante

L’equilibrio che si è stabilito in 3,5 miliardi di anni ha subito in epoca recente due drastiche rivoluzioni. La prima coincide con il passaggio, avvenuto dodicimila anni fa, nel Neolitico, dagli Homo sapiens cacciatori-raccoglitori ai sapiens agricoltori-allevatori. La rivoluzione tuttora in corso è iniziata con in diffondersi dell’igiene ed è esplosa con l’invenzione degli antibiotici. Che sono una conquista preziosa, a patto però che non si usino in modo indiscriminato come stiamo facendo. Di qui l’attuale selezione di ceppi sempre più resistenti, contro i quali ci troviamo già oggi disarmati. La conclusione di Cavalieri, Rappuoli e Vozza è controintuitiva: per sopravvivere non dobbiamo, salvo eccezioni, combattere i batteri, ma proteggerli.

Lettura selettiva

Un viaggio nel microbiota umano è il saggio “Non è mai morto nessunodel microbiologo Alessandro Mustazzolu (Gribaudo, 220 pagine, 16,90 euro). Un consiglio: saltate la prefazione di Barbascura X (a meno che vogliate perfezionare il vostro turpiloquio) e l’introduzione inutilmente autobiografica di Simone Macrì. Saltate anche gli ingenui esperimenti narrativi di Mustazzolu, e badate invece alla sostanza delle informazioni su alimenti, cucina, malattie da batteri e virus e microbioma. Insomma, leggete selettivamente le pagine serie, aiutati dalle illustrazioni, sempre utilmente didattiche.

Fonte: Articolo La Stampa 24/08/2024

Aggiornamento 30/12/2025: Uno studio recente ha rivelato i batteri presenti nel forno a microonde con il potenziale genetico per resistere a radiazioni, shock termici e disidratazione sono in grado di sopravvivere anche in presenza di intense radiazioni elettromagnetiche. Scopri di più

Se hai letto «Gli alieni abitano nel forno a microonde» ti può interessare:

Iscriviti per restare aggiornato

I miei appuntamenti

Presentazione del libro: L’arma Finale

Quando: 11 Settembre 2026
Dove: Polo del Novecento, Piazzetta Franco Antonicelli, 10122 Torino TO

In uscita – Il gatto a gravità zero

Quando: 11 Settembre 2026
Dove: In tutte le librerie e negli store online