Una webcam sulla Luna editoriale pubblicato nella rivista BBC Sky at Night
A scuola ci insegnavano che Garibaldi fu “l’eroe dei due mondi”. C’era una discreta dose di retorica. Però non è esagerato dire che il “mondo” raddoppiò con la scoperta dell’America, subito etichettata come “il Nuovo Mondo” accanto al “Vecchio Mondo” euro-asiatico. Qualcosa di analogo succederà nei prossimi anni: la Terra diventerà, anche dal punto di vista geopolitico, quel pianeta doppio che è sempre stato sotto l’aspetto astronomico.
In proporzione, solo Plutone ha un satellite paragonabile al nostro (per diametro, Caronte è la metà di Plutone, la Luna circa un terzo della Terra). Fin dalle origini, un destino comune lega Terra e Luna. La stabilizzazione dell’asse terrestre che ha reso possibile la vita e il “respiro” incessante delle maree sono due tratti della sorte che ci unisce. Adesso ai legami naturali sta per aggiungersi una serie di strutture artificiali: la stazione in orbita lunare Gateway, la costellazione “Moonlight” di satelliti tipo GPS per i voli spaziali, un villaggio-laboratorio al polo sud della Luna.
All’Agenzia Spaziale Europea (Esa) non sfugge che il sistema Terra-Luna si evolverà in un pianeta doppio a tutti gli effetti: comunicazioni, ricerca scientifica, economia, uso delle risorse, servizi, strategie geopolitiche: il 9 ottobre l’Esa ha lanciato un concorso per “idee imprenditoriali visionarie” che promuovano “attività sulla Luna e opportunità sulla Terra”.
BBC Sky at Night propone questa: mettere subito sulla Luna una telecamera che inquadri in modo permanente la Terra e offra all’umanità intera un selfie ininterrotto su ogni cellulare. Non ci sarebbe miglior promozione per l’Esa. Ma ne deriverebbero conseguenze ben più importanti. L’umanità sarebbe indotta a guardarsi da fuori. Problemi e conflitti, forse persino la guerra in Ucraina e in Israele, cambierebbero prospettiva.

Come una foto scattata dall’Apollo 8 rese globale la coscienza ecologica, così alla lunga, maturerebbe nell’umanità una nuova consapevolezza politica e morale: il pianeta doppio Terra-Luna diventerebbe un semplice angolino del Sistema solare, si completerebbe quel salto intellettuale che fanno gli astronauti constatando che la Terra non coincide con l’atlante, i confini non si vedono dalla Stazione Spaziale Internazionale.
Secondo i consulenti economici dell’Esa “le opportunità di entrate lunari potrebbero ammontare a 40 miliardi di euro nel prossimo decennio e a 160 fino al 2040”. Per esempio, “le società di dati potrebbero utilizzare i satelliti per comunicare con data center sicuri sulla Luna nelle fredde condizioni dei poli lunari. Le società di intrattenimento potrebbero sfruttare l’ambiente lunare per giochi, film e altre attività ricreative che utilizzano il posizionamento lunare e lo scambio di dati tra la Luna e la Terra”.
Due note:
1) L’idea della webcam sulla Luna non è mia ma di Federico Tibone, un fisico del plasma ora impegnato nell’editoria.
2) Ho presentato la proposta a Tommaso Ghidini, capo del Dipartimento di Ingegneria meccanica dell’Esa, e la sostiene con entusiasmo.






