Un team di ricercatori, grazie ai dati gravitazionali raccolti da satelliti in orbita, ha individuato un’anomalia avvenuta tra il 2006 e il 2008 a circa 2.900 chilometri sotto la superficie terrestre, al confine tra nucleo e mantello.

Secondo lo studio, pubblicato su Nature, le rocce in quella zona si sarebbero rese più dense, un segnale che potrebbe offrire nuove chiavi di lettura sulla dinamica interna del pianeta e sui meccanismi che alimentano la generazione del campo magnetico terrestre.






