“Lo spazio è di chi se lo prende?”. In dialogo con Martina Pascutti e Maurizio Maschio
Ormai molte migliaia di satelliti commerciali solcano il cielo, e sono destinati ad aumentare in modo incontrollato. Dall’esplorazione scientifica della Luna e del Sistema solare, siamo passati al turismo in orbita e alla vendita di servizi da parte di imprenditori miliardari. Tutto bene, ma non in assenza di regolamentazione.
Il Trattato Spaziale del 1967 saggiamente equipara la Luna e gli altri corpi celesti a beni comuni dell’umanità, escludendone il possesso da parte di singole nazioni e proibendone l’uso a fini bellici o speculativi. Esemplare è il caso dell’Antartide, che un Trattato del 1959 riserva alla ricerca scientifica.
Lo spazio circumterrestre, le orbite basse e medio-alte, l’orbita geostazionaria, dovrebbero essere un patrimonio collettivo: ma sembra che la situazione sia sfuggita di mano agli organismi internazionali.
Che fare per proteggere questa risorsa preziosa a vantaggio dell’intera umanità presente e futura? Proverò a rispondere partendo dai miei libri più recenti, “Pellegrini dell’universo. L’uomo nello spazio tra esplorazione e turismo (Solferino, 2022) e “Vita sghemba. Ottant’anni tra scrittori, scienziati e telescopi” (ETS, Pisa).
Evento gratuito con iscrizione
Come partecipare: www.spacefestival.it
Info: www.spacefestival.it



